Statuto
Comunale
INDICE
Articolo
3 Territorio E Sede Comunale
Articolo
5 Deliberazioni Degli Organi
Collegiali
Articolo
7 Sessioni E Convocazione
Articolo
10 Diritti E Doveri Dei
Consiglieri
Articolo
13 Attribuzioni Di
Amministrazione
Articolo
14 Attribuzioni Di Vigilanza
Articolo
15 Attribuzioni Di Organizzazione
Articolo
17 Mozioni Di Sfiducia (Art. 52 D.Lgs. 18.08.2000 N. 267)
Articolo
18 Dimissioni E Impedimento
Permanente Del Sindaco (Art. 53 D.Lgs. 18.08.2000 N. 267)
Articolo
22 Funzionamento Della Giunta
Articolo
24 Partecipazione Popolare
Articolo
26 Diritti Delle Associazioni
Articolo
27 Contributi Alle Associazioni
Articolo
34 Diritto Di Informazione
Articolo
36 Diritto Di Intervento Nei
Procedimenti
Articolo
37 Procedimenti Ad Istanza Di
Parte
Articolo
38 Procedimenti Ad Impulso Di
Ufficio
Articolo
39 Determinazione Del Contenuto
Dell’atto
Articolo
40 Obiettivi Dell’attività
Amministrativa
Articolo
41 Servizi Pubblici Comunali
Articolo
42 Forme Di Gestione Dei Servizi
Pubblici
Articolo
45 Accordi Di Programma
Articolo
46 Principi Strutturali Ed
Organizzativi
Articolo
47 Organizzazione Degli Uffici E
Del Personale
Articolo
48 Regolamento Degli Uffici E Dei
Servizi
Articolo
49 Diritti E Doveri Dei
Dipendenti
Articolo
50 Responsabili Degli Uffici E
Dei Servizi
Articolo
51 Funzioni Dei Responsabili
Degli Uffici E Dei Servizi 21
Articolo
52 Incarichi Dirigenziali E Di
Alta Specializzazione
Articolo
53 Collaborazioni Esterne
Articolo
54 Il Segretario Comunale
Articolo
55 Funzioni Del Segretario Comunale
Articolo
56 Responsabilità Verso Il Comune
Articolo
57 Responsabilità Verso Terzi
Articolo
58 Responsabilità Dei Contabili
Articolo
60 Attività Finanziaria Del
Comune
Articolo
61 Amministrazione Dei Beni
Comunali
Articolo
63 Rendiconto Della Gestione
Articolo
64 Attività Contrattuale
Articolo
65 Revisore Dei Conti
Articolo
67 Controllo Economico Della
Gestione
Articolo
68 Deliberazione Dello Statuto
Articolo
69 Modifiche Dello Statuto
2. Il
Comune si avvale della sua autonomia, nel rispetto della Costituzione e dei
principi generali dell’ordinamento, per lo svolgimento della propria attività
ed il perseguimento dei suoi fini istituzionali.
3. Il
Comune rappresenta la comunità di Borgo S. Siro nei rapporti con lo Stato, con
la Regione Lombardia, con la Provincia di Pavia e con gli altri Enti o soggetti
pubblici e privati e, nell’ambito degli obiettivi indicati nel presente
Statuto, nei confronti della comunità internazionale.
4. E’ ente
democratico che crede nei principi della
pace e della solidarietà.
5. Si
riconosce in un sistema statuale, basato sul
principio dell’autonomia degli enti locali.
6. Considerata
la peculiare realtà territoriale e sociale in cui si colloca, rivendica uno
specifico ruolo nella gestione delle risorse economiche locali, ivi compreso il
gettito fiscale, nonché nell’organizzazione dei servizi pubblici o di pubblico
interesse, nel rispetto del principio
della sussidiarietà, secondo cui la responsabilità pubblica compete
all’autorità territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini.
7. Valorizza
ogni forma di collaborazione anche con gli altri enti locali.
8. Promuove
la presenza di entrambi i sessi negli organi collegiali del comune, nonché egli
enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti, in conformità delle norme in
materia.
9. Assicura
il pieno rispetto della dignità umana ai portatori di handicap e riconosce
priorità nei programmi e negli interventi pubblici in presenza di accertate
gravità onde favorire la loro integrazione nella scuola, nel lavoro e nelle
varie formazioni sociali mediante le modalità stabilite con atti regolamentari.
2. Il Comune ricerca la collaborazione e la cooperazione
con altri soggetti pubblici e privati e promuove la partecipazione dei singoli
cittadini, delle associazioni e delle forze sociali ed economiche all’attività
amministrativa.
3. Il
Comune in particolare ispira la propria azione ai seguenti principi:
a) Rimozione di tutti gli ostacoli che impediscano
l’effettivo sviluppo della persona umana e l’eguaglianza degli individui;
b) Promozione di una
cultura di pace e cooperazione internazionale e di integrazione razziale;
c) Recupero, tutela e
valorizzazione delle risorse naturali, ambientali, storiche, culturali e delle
tradizioni locali;
d) Tutela attiva della
persona improntata alla solidarietà sociale in collaborazione con le
associazioni di volontariato e nel quadro di un sistema integrato di sicurezza
sociale;
e) Superamento di ogni
discriminazione fra i sessi, anche tramite la promozione di iniziative che
assicurino condizioni di pari opportunità;
f) Promozione
delle attività culturali, sportive e del tempo libero della popolazione, con
particolare riguardo alle attività di socializzazione giovanile e anziana;
g) Promozione e tutela
dell’equilibrato assetto del territorio per concorrere, insieme alle altre
istituzioni nazionali ed internazionali, alla riduzione dell’inquinamento;
2. La sede
del Comune è fissata in via Roma n. 30. Presso di essa si riuniscono la Giunta
e il Consiglio.
3. E’
dotato di un proprio stemma e di un proprio gonfalone, descritti come segue:
STEMMA:
“d’argento, alla chiesa di rosso, mattonata di nero,
formata dal corpo centrale e da due navate laterali, vista in prospettiva,
volta verso destra, chiusa d’oro, con finestrella tonda centrale dello stesso,
la navata destra finestrata di uno in facciata e di tre sul fianco, d’oro, la
navata sinistra finestrata di uno in facciata, dello stesso, la chiesa munita
di campanile, di rosso, mattonato di nero, unito alla parte absidale, visto di
spigolo, cimato dalla croce di nero, con due finestrelle d’oro, la chiesa
fondata sulla pianura diminuita di verde e accompagnata nel canton destro del
capo dall’aquila di nero, coronata dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune”.
GONFALONE:
“drappo di bianco, riccamente ornato di ricami
d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in
argento recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni
saranno argentati. L’asta verticale sarà ricoperta di velluto bianco, con
bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma
del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai
colori nazionali frangiati d’argento”.
4. Per la
pubblicazione dei provvedimenti e degli avvisi previsti dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti è ubicato nella sede comunale apposito spazio da
destinare ad Albo pretorio.
5. Il Comune si articola, secondo i principi posti dal presente Statuto, in
organi di governo e strutture -organizzative articolate in Aree, Servizi, uffici, tra loro coordinati in modo da assicurare il carattere
democratico e sociale dell’azione amministrativa, l’efficienza e la
funzionalità dei servizi.
CAPO
I - ORGANI E LORO ATTRIBUZIONI
2. Il
Consiglio Comunale è Organo di indirizzo e di controllo politico e
amministrativo.
3. Il
Sindaco è responsabile dell'Amministrazione ed è il legale rappresentante del
Comune; egli esercita inoltre le funzioni di Ufficiale di Governo secondo le
leggi dello Stato.
4. La
Giunta collabora col Sindaco nella gestione amministrativa del Comune e svolge
attività propositive e di impulso nei confronti del Consiglio.
5. l’adozione di
atti che impegnano l’Amministrazione verso l’esterno spettano agli Assessori
comunali in quanto a ciò delegati, al segretario comunale, nonché ai
responsabili dei servizi, ai sensi dell’art. 107 del D.Lgs. 18.08.2000 n. 267.
2. L’istruttoria
e la documentazione delle proposte di deliberazione avvengono attraverso i
responsabili degli uffici; la verbalizzazione degli atti e delle sedute del
Consiglio e della Giunta è curata dal Segretario Comunale, secondo le modalità
ed i termini stabiliti dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio.
3. Il
Segretario Comunale non partecipa alle sedute quando si trova in stato di
incompatibilità: in tal caso è sostituito in via temporanea dal componente del
Consiglio o della Giunta nominato dal Presidente, di norma il più giovane di
età.
4. I
verbali delle sedute sono firmati dal Presidente e dal Segretario.
2. L’elezione,
la durata in carica, la composizione e lo scioglimento del Consiglio Comunale
sono regolati dalla legge.
3. Il
Consiglio Comunale esercita le potestà e le competenze stabilite dalla legge e
dallo Statuto e svolge le proprie attribuzioni conformandosi ai principi, alle
modalità ed alle procedure stabiliti nel presente Statuto e nelle norme
regolamentari.
4. Il
Consiglio Comunale definisce gli indirizzi per la nomina e la designazione dei
rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni e provvede alla
nomina degli stessi nei casi previsti dalla legge. Detti
indirizzi sono valevoli limitatamente all’arco temporale del mandato politico
amministrativo dell’organo consiliare.
5. Il
Consiglio Comunale conforma l’azione complessiva dell'Ente ai principi di
pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare imparzialità e
corretta gestione amministrativa.
6. Il
Consiglio Comunale ispira la propria azione al principio di solidarietà.
7. Gli atti
fondamentali del Consiglio devono contenere individuazione degli obiettivi da
raggiungere nonché le modalità di reperimento e di destinazione delle risorse e
degli strumenti necessari. In particolare:
1. Statuto
2. Istituzione
degli organismi di partecipazione, loro compiti e norme di funzionamento
3. convalida
dei consiglieri eletti
4. costituzione
commissioni di indagine sull’attività dell’Amministrazione
5. costituzione
delle Commissioni consiliari consultive
1. Regolamenti
comunali con esclusione di quelli che la legge ne riserva l'adozione ad altro
organo
2. disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei
servizi
3. istituzione e ordinamento dei tributi
1. linee programmatiche di mandato
2. relazioni previsionali e programmatiche
3. programmi e progetti preliminari
4. bilanci annuali e previsionali e relative variazioni
5. piani territoriali ed urbanistici, i piani particolareggiati e piani di
recupero, programmi annuali e pluriennali per l'attuazione dei predetti piani
urbanistici e deroghe ai piani ed ai programmi
6. pareri sulle dette materie
7. gli indirizzi da osservare dalle aziende pubbliche e dagli Enti
dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza
1. criteri
generali sull'ordinamento degli uffici e dei servizi
2. assunzione
diretta dei pubblici servizi
3. concessione
dei pubblici servizi
4. costituzione
di istituzioni
5. costituzione
di aziende speciali e loro statuti
6. indirizzi
operativi per le aziende e istituzioni
7. Costituzione
di società per azioni o a responsabilità limitata
8. Regolamenti
di organizzazione
9. affidamento
a terzi di attività o servizi mediante convenzione
1. le
convenzioni tra Comuni, con la Provincia e altri Enti pubblici
2. costituzione e
modificazioni di consorzi ed altre forme associative e di cooperazione, Unioni
di Comuni ed accordi di programma
3. definizione degli indirizzi per le nomine e le designazioni dei
rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonché la nomina
dei rappresentanti del Consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso
espressamente riservata dalla legge.
1. gli
acquisti e le alienazioni immobiliari, le relative permute, gli appalti e le
concessioni non previste espressamente in atti fondamentali del Consiglio o che
non ne costituiscano mera esecuzione e che comunque non rientrino
nell'ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della
Giunta, del Segretario o di altri funzionari
2. la partecipazione a società di capitali
3. la contrazione di mutui non previsti in atti
fondamentali del Consiglio
4. l'emissione
dei prestiti obbligazionari
5.
le spese che impegnino i bilanci per
gli esercizi successivi escluse quelle relative alle locazioni di immobili e
alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo.
6.
elezione del revisore dei Conti.
2. Ai fini
della convocazione sono considerate ordinarie le sedute nelle quali vengono
iscritte le proposte di deliberazioni inerenti al Bilancio di previsione, al Rendiconto del Bilancio ed alle linee
programmatiche di mandato.
3. Le
sessioni ordinarie devono essere convocate almeno cinque giorni prima del
giorno stabilito; quelle straordinarie almeno tre. In caso d’eccezionale urgenza la convocazione
può avvenire con un anticipo di almeno 24 ore.
4. La
convocazione del Consiglio e l’ordine del giorno degli argomenti da trattare è
fatta dal Sindaco di sua iniziativa o su richiesta di almeno un quinto dei
Consiglieri; in tal caso la riunione deve tenersi entro 20 giorni e devono
essere inseriti all’ordine del giorno gli argomenti proposti, purché di
competenza consiliare.
5. La convocazione è effettuata tramite avvisi scritti
contenenti le questioni da trattare, da consegnarsi a ciascun consigliere nel
domicilio eletto nel territorio del Comune; la consegna deve risultare da
dichiarazione del messo comunale.
L’avviso scritto può prevedere anche una seconda convocazione, da
tenersi almeno 1 giorno dopo la prima.
6. L’integrazione dell’ordine del giorno con altri argomenti da trattarsi in aggiunta a
quelli per cui è stata già effettuata la convocazione è sottoposta alle
medesime condizioni di cui al comma precedente e può essere effettuata almeno
24 ore prima del giorno in cui è stata convocata la seduta. I termini di cui
sopra sono conteggiati senza tener conto del giorno in cui si svolge
l’adunanza. Nel computo sono però inclusi i giorni festivi ricorrenti per calendario.
7. L’elenco degli argomenti da trattare deve essere
affisso all’albo pretorio entro i termini previsti al comma 3 a seconda del
tipo di convocazione e deve essere adeguatamente pubblicizzato in modo da
consentire la più ampia partecipazione dei cittadini.
8. La documentazione relativa alle pratiche da trattare
deve essere messa a disposizione dei Consiglieri comunali almeno quattro giorni
prima della seduta nel caso di sessioni, ordinarie, almeno due giorni prima nel
caso di sessioni straordinarie ed almeno dodici ore prima nel caso di
eccezionale urgenza.
9. la documentazione relativa ad argomenti di carattere
contabile e finanziario, se disciplinata
dal regolamento di Contabilità,
ne segue le modalità ivi previste.
10. Le sedute del Consiglio sono pubbliche, salvi i casi previsti dal regolamento consiliare.
11. La prima convocazione del Consiglio Comunale subito dopo le elezioni per
il suo rinnovo viene effettuata dal Sindaco entro 10 giorni dalla proclamazione
degli eletti e la riunione deve tenersi entro 10 giorni dalla convocazione.
12. In caso di impedimento permanente, dimissioni, decadenza, rimozione,
decesso del Sindaco si procede allo scioglimento del Consiglio Comunale; il
Consiglio e la Giunta rimangono in carica fino alla data delle elezioni e le
funzioni del Sindaco sono svolte dal Vice Sindaco, purchè sia anche consigliere
comunale.
13. Entro il termine di 120 giorni, decorrenti dalla data dal suo avvenuto
insediamento, il Sindaco, sentita la Giunta, presenta le linee programmatiche
relative alle azioni ed ai progetti da realizzare durante il mandato politico –
amministrativo. Ciascun consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire
nella definizione delle linee programmatiche, proponendo le integrazioni, gli
adeguamenti e le modifiche, mediante presentazione di appositi emendamenti,
nelle modalità indicate dal Regolamento del Consiglio Comunale.
14. Entro il 30 settembre di ogni anno, il Consiglio provvede in sessione
straordinaria a verificare l’attuazione
di tali linee. E’ facoltà del Consiglio di provvedere ad integrare nel corso
della durata del mandato, con adeguamenti strutturali e/o modifiche, le linee
programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero
emergere in ambito locale.
2. La delibera di istituzione dovrà essere adottata a
maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio.
2. I
Consiglieri che non risiedono nel Comune devono designare, entro sette giorni
dalla proclamazione degli eletti, indicandone il nominativo e l’indirizzo con
lettera indirizzata al Segretario Comunale, un domiciliatario, residente nel
Comune, al quale dovranno essere consegnati gli avvisi di convocazione ed ogni
altro atto pertinente alla carica, esonerando l’Amministrazione da qualsiasi
responsabilità nel caso in cui il designato non provveda a recapitare
tempestivamente tali documenti al Consigliere. Le disposizioni dettagliate per
la consegna degli avvisi saranno previste nell’apposito regolamento del
funzionamento del Consiglio Comunale.
3. Le
funzioni di consigliere anziano sono esercitate dal consigliere che, nell’elezione
a tale carica, ha ottenuto il maggior numero di preferenze. A
parità di voti sono esercitate dal più anziano di età.
4. i Consiglieri
Comunali che non intervengono a tre sedute consecutive senza giustificato
motivo, sono dichiarati decaduti con deliberazione del Consiglio comunale. A
tale riguardo il Sindaco, a seguito dell’avvenuto accertamento dell’assenza da
parte del Consigliere interessato, provvede con comunicazione scritta, ai sensi
dell’art. 7 della legge n. 241/90, a comunicargli l’avvio del procedimento
amministrativo. Il Consigliere ha facoltà di far valere le cause giustificative
delle assenze, nonché a fornire al Sindaco eventuali documenti probatori, entro
20 gg. dalla data di ricevimento della comunicazione scritta. Decorso questo
termine, il Consiglio delibera, tenuto
adeguatamente conto delle cause giustificative presentate dal Consigliere
interessato.
5. Nel Consiglio Comunale il seggio che durante il
periodo di mandato rimanga vacante per qualsiasi causa, anche se sopravvenuta,
è attribuito al candidato che nella medesima lista segue immediatamente
l'ultimo eletto e sino all'esaurimento della lista stessa.
6. Le dimissioni dalla carica di Consigliere nel
rispetto, altresì, delle disposizioni di cui al Regolamento, sono indirizzate
dal Consigliere medesimo al Consiglio e devono essere assunte immediatamente al
protocollo dell'Ente nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di
presa d'atto e sono immediatamente efficaci.
Il Consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla
surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo
l'ordine di presentazione delle dimissioni quali risulta dal protocollo. Non si fa luogo alla surroga qualora
ricorrendone i presupposti si debba procedere allo scioglimento del Consiglio a
norma dell'art. 141 del D.Lgs. 18.08.2000 n. 267.
7. Nel caso
di sospensione di un consigliere adottata ai sensi dell'art. 141 del D.Lgs.
18.08.2000 n. 267, il consiglio, nella prima adunanza successiva alla notifica
del provvedimento di sospensione, procede alla temporanea sostituzione
affidando la supplenza per l'esercizio delle funzioni di consigliere al
candidato della stessa lista che ha riportato, dopo gli eletti, il maggior
numero di voti. La supplenza ha termine
con la cessazione della sospensione.
Qualora sopravvenga la decadenza si fa luogo alla surrogazione a norma
del comma 1 del presente articolo.
8. Le norme
relative all'organizzazione ed al funzionamento del Consiglio Comunale sono
contenute in un Regolamento approvato a maggioranza assoluta dei Consiglieri
assegnati al Comune.
9. La
stessa maggioranza è richiesta per le modificazioni del Regolamento.
2. Le
modalità e le forme di esercizio del iniziativa e di controllo dei Consiglieri
sono disciplinati ai successivi commi e dal regolamento
del Consiglio Comunale.
3. L'interrogazione
consiste nella domanda rivolta al Sindaco per avere informazioni o spiegazioni
su un oggetto determinato e per sapere se e quali provvedimenti siano stati
adottati o si intendano adottare in relazione all'oggetto medesimo.
4. La
richiesta di attività ispettiva consiste nella domanda rivolta al Sindaco
affinché effettui indagini sull’operato di determinati uffici o di singoli
dipendenti in relazione ad una specifica questione.
5. Le
interrogazioni e le richieste di attività ispettiva sono sempre formulate per
iscritto e firmate dal richiedente. Esse
sono presentate mediante deposito presso la segreteria comunale, che ne cura la
protocollazione.
6. Il
Sindaco o l'assessore da lui delegato risponde per iscritto, entro trenta
giorni dalla protocollazione, alle interrogazioni ed alle richieste di attività
ispettiva.
7. L'interpellanza
consiste nella richiesta di chiarimenti su specifici atti assunti dal Sindaco,
dalla Giunta, dal Segretario, o dai Responsabili dei servizi.
8. La
mozione consiste nella proposta che il Consiglio comunale, nell'esercizio della
sua funzione di indirizzo e controllo politico - amministrativo, approvi un
atto di indirizzo nei confronti del Sindaco o della Giunta, per quanto di
rispettiva competenza, in riferimento ad interventi da effettuare in un
determinato ambito di attività.
9. L'ordine
del giorno consiste nella proposta che il Consiglio comunale, quale espressione
politico rappresentativa della comunità locale, enunci valutazioni su fatti di
particolare rilevanza politica, economica o sociale, anche se non materialmente
e specificamente riferibili alla comunità locale.
10. Le interpellanze, le mozioni
e gli ordini del giorno sono sempre formulati per iscritto e firmati dal
richiedente. Sono presentate mediante
deposito presso la segreteria comunale, che ne cura la immediata
protocollazione dandone comunicazione al Sindaco e sono posti all’O.d.G. del
primo consiglio comunale
successivo alla loro presentazione.
11. I Consiglieri Comunali
hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune nonché dalle aziende,
istituzioni o enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni utili
all'espletamento del proprio mandato.
Essi, nei limiti e con le forme
stabilite dal regolamento, hanno diritto di visionare gli atti e documenti, e
di conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini dell'attività amministrativa e
sono tenuti al segreto nei casi
specificamente determinati dalla legge. Inoltre essi hanno diritto ad ottenere
da parte del Sindaco, un’adeguata e preventiva informazione, sulle questioni
sottoposte all’organo, anche attraverso l’attività della conferenza dei
capigruppo.
12. Ciascun consigliere è tenuto
ad eleggere un domicilio nel territorio comunale presso il quale verranno
recapitati gli avvisi di convocazione del Consiglio ed ogni altra comunicazione
ufficiale.
2. I Consiglieri
Comunali possono costituire gruppi non corrispondenti alle liste elettorali nei
quali sono stati eletti purché tali gruppi risultino composti da almeno 2 membri.
3. Il
regolamento può prevedere la conferenza dei capigruppo e le relative attribuzioni.
4. I
capigruppo consiliari sono domiciliati presso l’impiegato addetto all’Ufficio
protocollo del Comune.
5. Ai
capigruppo consiliari è consentito ottenere gratuitamente, una copia della
documentazione inerente agli atti utili all'espletamento i proprio mandato.
2. Egli
rappresenta il Comune ed è l’Organo responsabile dell’amministrazione,
sovrintende alle verifiche di risultato connesse al funzionamento dei servizi
comunali, impartisce direttive al Segretario Comunale, al direttore, se
nominato, ed ai responsabili degli uffici in ordine agli indirizzi
amministrativi e gestionali, nonché sull’esecuzione degli atti.
3. Il
Sindaco esercita le funzioni attribuitigli dalle leggi, dallo Statuto, dai
regolamenti e sovrintende all'espletamento delle funzioni statali o regionali
attribuite al Comune. Egli ha inoltre
competenza e poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sull’attività degli
assessori e delle strutture gestionali ed escutive.
4. Il
Sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, provvede alla nomina, alla designazione ed
alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni.
5. Il
Sindaco è inoltre competente nell'ambito della disciplina regionale, sulla base
degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale e sentite le categorie
interessate a coordinare gli orari di apertura al pubblico degli uffici, degli
esercizi commerciali e dei servizi pubblici, nonché degli orari dei servizi periferici
delle amministrazioni pubbliche, considerando i bisogni delle diverse fasce di
popolazione interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone
che lavorano.
6. Il
Sindaco nella seduta di insediamento presta davanti al Consiglio il giuramento
di osservare lealmente la Costituzione
italiana secondo la seguente formula “Giuro
di osservare lealmente la Costituzione italiana.”
7. Distintivo
del Sindaco è la fascia tricolore e con lo stemma della repubblica e lo stemma del comune,
da portarsi a tracolla.
8. Al
Sindaco, oltre alle competenze di legge sono assegnate dal presente Statuto e
dai regolamenti attribuzioni quale Organo di amministrazione, di vigilanza e
poteri di autorganizzazione delle competenze connesse all'ufficio.
a) dirige,
coordina e controlla l'attività politica e amministrativa del Comune nonché
l'attività della Giunta e dei singoli Assessori e delle strutture ;
b) può modificare
l’attribuzione dei compiti delle funzioni degli assessori ogniqualvolta lo
ritenga opportuno, per motivi di utilità e di funzionalità. Tali deleghe ed
eventuali modifiche devono essere comunicate al Consiglio Comunale.
c) promuove
ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla legge,
sentito il Consiglio Comunale;
d) convoca i comizi per i referendum previsti
dall’art. 8 del D.Lgs. 18.08.2000 n. 267;
e) adotta
le ordinanze contingibili ed urgenti;
f) emana
gli atti che, non diversamente disciplinati dalla legge, assumono la
denominazione di “ordinanze” o “decreti” e sono regolati secondo le
disposizioni delle leggi vigenti;
g) nomina il
Segretario Comunale scegliendolo nell’apposito Albo;
h) nomina e
revoca gli Assessori, il Vice - Sindaco,
che sostituirà il Sindaco in caso
di impedimento temporaneo o permanente, assenza, nonché nel caso di rimozione,
decadenza o decesso;
i) ha
la rappresentanza in giudizio del Comune;
j) conferisce
e revoca al segretario comunale se lo ritiene opportuno e previa deliberazione
della giunta Comunale, le
funzioni di direttore generale nel caso in cui non sia stipulata la convenzione
con altri comuni per la nomina del direttore;
k) nomina e
revoca i responsabili degli uffici e dei
servizi, attribuisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione
esterna in base ad esigenze effettive e verificabili;
l) può
incaricare i consiglieri comunali di seguire particolari aspetti di strutture e
servizi comunali. I consiglieri incaricati riferiscono al Sindaco, il quale
resta il solo responsabile di fronte al Consiglio Comunale ed
all’amministrazione. Il Sindaco può revocare l’incarico, qualora lo ritenga
opportuno.
2. Egli
compie gli atti conservativi dei diritti del Comune e promuove, direttamente od
avvalendosi del Segretario Comunale o del direttore se nominato, le indagini e
le verifiche amministrative sull’intera attività del Comune.
3. Il
Sindaco promuove ed assume iniziative atte a assicurare che uffici, servizi,
aziende speciali, istituzioni e società
appartenenti al Comune svolgano le loro attività secondo gli obiettivi indicati
dal Consiglio ed in coerenza con gli indirizzi attuativi espressi dalla Giunta.
a) stabilisce gli argomenti all’ordine del giorno delle sedute del
Consiglio Comunale, ne dispone la convocazione e lo presiede. Provvede alla
convocazione quando la richiesta è formulata da un quinto di consiglieri;
b) esercita i poteri di polizia nelle adunanze consiliari e negli organismi
pubblici di partecipazione popolare dal Sindaco presieduti, nei limiti previsti
dalle leggi;
c) riceve le interrogazioni, le interpellanze, le petizioni e le mozioni da sottoporre al Consiglio in quanto
di competenza consiliare;
d) convoca la Giunta Comunale e la presiede.
2. Il
conferimento delle deleghe rilasciate agli Assessori deve essere comunicato al
Consiglio ed agli organi previsti dalla legge, nonché pubblicato all’Albo
pretorio.
3. In caso
di assenza o impedimento anche del Vice Sindaco le competenze del Sindaco sono
esercitate dall’assessore anziano, tale essendo il più anziano d’età tra i
componenti della Giunta Comunale e così a scalare, purché si tratti sempre di
membri eletti anche quali consiglieri e non assessori esterni.
2. Il
Sindaco e la Giunta cessano dalla carica nel caso di approvazione di una
mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei
componenti del Consiglio.
3. La
mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti
dei Consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Sindaco, e viene messa
in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla sua presentazione.
4. Se la
mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del Consiglio ed alla
nomina di un Commissario, ai sensi delle leggi vigenti.
2. Il Vice
Sindaco, oltre a sostituire il Sindaco in caso di assenza o di impedimento
temporaneo, lo sostituisce anche nel caso di sospensione dell’esercizio della
funzione.
3. Le
dimissioni presentate dal Sindaco diventano efficaci ed irrevocabili trascorso
il termine di venti giorni dalla loro presentazione al Consiglio. In tal caso
si procede allo scioglimento del Consiglio, con contestuale nomina di un
commissario.
4. Lo
scioglimento del Consiglio Comunale determina in ogni caso la decadenza del
Sindaco, nonché della Giunta.
2. La
Giunta adotta tutti gli atti idonei al raggiungimento degli obiettivi e delle
finalità dell'Ente nel quadro degli indirizzi generali ed in attuazione delle
decisioni fondamentali approvate dal Consiglio Comunale. In particolare, la Giunta esercita le
funzioni di indirizzo politico - amministrativo, definendo gli obiettivi e i
programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento
di tali funzioni, e verifica la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa
e della gestione agli indirizzi impartiti.
3. Le
sedute della Giunta non sono pubbliche.
2.
Gli Assessori sono scelti normalmente
tra i Consiglieri; possono tuttavia essere nominati anche Assessori esterni al
Consiglio, purché dotati dei requisiti di eleggibilità, candidabilità e
compatibilità, assicurando le condizioni di pari opportunità tra uomo e donna,
ai sensi dell’art. 6, comma 3, del D.Lgs. n.267/2000.
3. Gli
Assessori esterni possono partecipare alle sedute del Consiglio ed intervenire
nella discussione ma non hanno diritto di voto, né concorrono a determinare il
“quorum” previsto per la validità della seduta.
2. Il
Sindaco può revocare uno o più Assessori dandone motivata comunicazione al
Consiglio e deve sostituire entro quindici giorni gli Assessori dimissionari.
3. Le cause
di incompatibilità, la posizione e lo stato giuridico degli Assessori nonché
gli istituti della decadenza e della revoca sono disciplinati dalla legge; non
possono comunque far parte della Giunta coloro che abbiano tra loro o con il
Sindaco rapporti di parentela entro il terzo grado, di affinità di primo
grado, di affiliazione ed i coniugi.
4. Salvi i
casi di revoca da parte del Sindaco la Giunta rimane in carica fino al giorno
della proclamazione degli eletti in occasione del rinnovo del Consiglio
Comunale.
2. L’anzianità
degli Assessori, nel caso in cui rilevi, viene definita con riferimento all’anzianità anagrafica.
3. Le
modalità di convocazione e di funzionamento della Giunta sono stabilite in modo
informale dalla stessa.
4. Le
sedute sono valide se è presente la metà più uno dei componenti la Giunta e le
deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti.
2. La
Giunta opera in modo collegiale, dà attuazione agli indirizzi generali espressi
dal Consiglio e svolge attività propositiva e di impulso nei confronti dello
stesso.
2. La
partecipazione popolare si esprime attraverso l’incentivazione delle forme
associative e di volontariato ed il diritto dei singoli cittadini ad
intervenire nel procedimento amministrativo.
2. A tal fine
la Giunta comunale, ad istanza delle interessate, registra le associazioni che
operano sul territorio comunale, ivi comprese le sezioni locali di associazioni
a rilevanza sovracomunale.
3. Allo scopo
di ottenere la registrazione è necessario che l'associazione depositi in Comune
copia dello statuto e comunichi la sede ed il nominativo, del legale
rappresentante.
4. Non è
ammesso il riconoscimento di associazioni segrete o aventi caratteristiche non
compatibili con indirizzi generali espressi dalla Costituzione, dalle norme
vigenti e dal presente statuto.
5. Le
associazioni registrate devono presentare annualmente il loro bilancio.
2. Le scelte
amministrative che incidono sull'attività delle associazioni devono essere precedute
dall’acquisizione di pareri espressi dagli organi collegiali delle stesse,
pareri che devono pervenire all’ente nei termini stabiliti nella richiesta e comunque non oltre 30 giorni dalla
richiesta.
2. Il
Comune può altresì mettere a disposizione delle associazioni, di cui al comma
precedente, a titolo di contributi in natura, strutture, beni o servizi in modo
gratuito.
3. Le
modalità di erogazione dei contributi o di godimento delle strutture, beni o
servizi dell'Ente è stabilita in apposito regolamento, in modo da garantire a
tutte le associazioni pari opportunità;
4. Le
associazioni che hanno ricevuto contributi in denaro o natura dall'ente devono
redigere al termine di ogni anno apposito rendiconto che ne evidenzi l'impiego.
2. Il
Comune garantisce che le prestazioni di attività volontarie e gratuite
nell'interesse collettivo e ritenute di importanza generale abbiano i mezzi
necessari per la loro migliore riuscita e siano tutelate sotto l'aspetto infortunistico.
2. Le forme di
tali consultazioni sono stabilite in apposito regolamento.
2. La raccolta
di adesioni può avvenire senza formalità di sorta in calce al testo
comprendente le richieste che sono rivolte all'amministrazione.
3. La petizione
è inoltrata al Sindaco il quale, entro 60 giorni, la assegna in esame
all'Organo competente e ne invia copia ai gruppi presenti in Consiglio
Comunale.
4 Il
contenuto della decisione dell'Organo competente, unicamente al testo della
petizione, è pubblicizzato mediante affissione negli appositi spazi e,
comunque, in modo tale da permetterne la conoscenza a tutti i firmatari che
risiedono nel territorio del Comune.
5 Se,
su iniziativa di ogni singolo cittadino o di associazioni presenti sul
territorio, la petizione è sottoscritta da almeno 100 persone, ciascun
consigliere può chiedere con apposita istanza che il testo della petizione sia
posto in discussione nella prima seduta utile del Consiglio Comunale.
2. L'Organo
competente può sentire i proponenti e deve adottare le sue determinazioni in
via formale entro sessanta giorni dal ricevimento della proposta.
3. Le
determinazioni di cui al comma precedente sono pubblicate negli appositi spazi
e sono comunicate formalmente ai primi tre firmatari della proposta.
2. Non
possono essere indetti referendum in materia di:
· tributi, bilancio e tariffe
comunali;
· revisione dello Statuto comunale;
· regolamento del Consiglio Comunale;
· piano regolatore generale e strumenti urbanistici;
· materie riguardanti le minoranze etniche e religiose;
· attività amministrative vincolate da leggi statali o regionali;
· quando sullo stesso argomento è già stato indetto un referendum
nell’ultimo quinquennio.
3. Il
quesito da sottoporre agli elettori deve essere di immediata comprensione e
tale da non ingenerare equivoci.
4. Sono
ammesse richieste di referendum anche in ordine all'oggetto di atti
amministrativi già approvati dagli organi competenti del Comune, ad eccezione
di quelli relativi alle materie di cui al precedente comma 2.
5. Il
Consiglio Comunale approva un regolamento nel quale vengono stabilite le
procedure di ammissibilità, le modalità di raccolta delle firme, lo svolgimento
delle consultazioni, la loro validità e la proclamazione del risultato.
6. Il
Consiglio Comunale deve prendere atto del risultato della consultazione
referendaria entro 60 (sessanta) giorni dalla proclamazione dei risultati e
provvedere con atto formale in merito all’oggetto della stessa.
7. Non si
procede agli adempimenti del comma precedente se non ha partecipato alle
consultazioni almeno la metà più uno
degli aventi diritto.
8. Il
mancato recepimento delle indicazioni approvate dai cittadini nella
consultazione referendaria deve essere adeguatamente motivato e deliberato
dalla maggioranza assoluta dei Consiglieri comunali.
9. Nel caso
in cui la proposta, sottoposta a referendum, sia approvata dalla maggioranza
assoluta degli aventi diritto al voto, il Sindaco, il Consiglio Comunale e la
Giunta non possono assumere decisioni contrastanti con la proposta.
2. Possono essere sottratti alla consultazione soltanto
gli atti che esplicite disposizioni legislative dichiarano riservati o
sottoposti a limiti di divulgazione, o che potrebbero ledere la privacy di
soggetti privati, se sottoposti ad estranei non interessati personalmente
all’atto stesso.
3. La consultazione degli atti di cui al primo comma
deve avvenire senza particolari formalità, con richiesta motivata
dell’interessato, nei tempi stabiliti da apposito regolamento.
4. In caso di diniego da parte dell’impiegato o
Funzionario che ha in deposito l’atto, l’interessato può rinnovare la richiesta
per iscritto al Sindaco del Comune che
deve comunicare le proprie
determinazioni in merito entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta stessa.
5. In caso di diniego devono essere esplicitamente
citati gli articoli di legge che impediscono la divulgazione dell'atto
richiesto.
6. Il
regolamento stabilisce i tempi e le modalità per l’esercizio dei diritti
previsti nel presente articolo.
2. La
pubblicazione avviene, di norma, mediante affissione in apposito spazio,
facilmente accessibile a tutti, situato nell'atrio del palazzo comunale e su
indicazione del Sindaco in appositi spazi, a ciò destinati.
3. L’affissione
viene curata dal Segretario Comunale che si avvale di un messo e su
attestazione di questo certifica l’avvenuta pubblicazione.
4. Gli atti
aventi destinatario determinato devono essere notificati all’interessato.
5. Le
ordinanze del Sindaco, i conferimenti di contributi ad enti ed associazioni
devono essere pubblicizzati mediante affissione.
6. Inoltre,
per gli atti più importanti, individuati nel regolamento, deve essere disposta
affissione negli spazi pubblicitari ed ogni altro mezzo necessario a darne
opportuna divulgazione.
2. La
risposta all'interrogazione deve essere motivata e fornita entro trenta giorni
dall’interrogazione.
2. L'Amministrazione
Comunale deve rendere pubblico il nome del Funzionario responsabile della
procedura, di colui che è delegato ad adottare le decisioni in merito ed il
termine entro cui le decisioni devono essere adottate.
2. Il
Funzionario o l’amministratore devono sentire l'interessato entro trenta giorni
dalla richiesta o nel termine inferiore stabilito dal regolamento.
3. Ad ogni istanza rivolta ad ottenere
l’emanazione di un atto o provvedimento amministrativo deve essere data
opportuna risposta per iscritto nel termine stabilito dal regolamento.
4. Nel caso
l'atto o provvedimento richiesto possa incidere negativamente su diritti od
interessi legittimi di altri soggetti il Funzionario responsabile deve dare
loro comunicazione della richiesta ricevuta.
5. Tali
soggetti possono inviare all’amministrazione istanze, memorie, proposte o
produrre documenti entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione.
2. I
soggetti interessati possono altresì, chiedere, di essere sentiti personalmente
dal Funzionario responsabile o dall'amministratore che deve pronunciarsi in
merito.
3. Qualora
per l’elevato numero degli interessati sia particolarmente gravosa la comunicazione
personale di cui al primo comma è consentito sostituirla con la pubblicazione
ai sensi dell’art. 34 dello Statuto.
2. In tal
caso è necessario che di tale accordo sia dato atto nella premessa e che il contenuto
dell’accordo medesimo sia comunque tale da garantire il pubblico interesse e
l'imparzialità dell’amministrazione.
2. Gli
organi istituzionali del Comune ed i dipendenti responsabili dei servizi sono
tenuti a provvedere sulle istanze degli interessati nei modi e nei termini
stabiliti dalla legge, dal presente statuto e dai regolamenti di attuazione.
3. Il
Comune, allo scopo di soddisfare le esigenze dei cittadini, attua le forme di partecipazione
previste dal presente statuto nonché forme di cooperazione con altri Comuni e
con la Provincia.
2. I
servizi da gestirsi con diritto di privativa sono stabiliti dalla legge.
a) in
economia, quando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del
servizio, non sia opportuno costituire una istituzione od un'azienda;
b) in concessione
a terzi quando esistano ragioni
tecniche, economiche e di opportunità sociale;
c) a mezzo
di azienda speciale, anche per la gestione di più servizi di rilevanza
economica ed imprenditoriale;
d) a mezzo di
istituzione, per l'esercizio di servizi sociali senza rilevanza
imprenditoriale;
e) a mezzo
di società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente capitale
pubblico, qualora si renda opportuna, in relazione alla natura del servizio da
erogare, la partecipazione di altri soggetti pubblici e privati;
f) a
mezzo di convenzioni, consorzi, accordi di programma, unioni di comuni
nonché ogni altra forma consentita dalla
legge.
2. Il
Comune può partecipare a società per azioni, a prevalente capitale pubblico per
la gestione di servizi che la legge non riserva in via esclusiva al Comune
3. Il Comune può altresì dare impulso a partecipare, anche indirettamente, ad
attività economiche connesse ai suoi fini istituzionali avvalendosi dei
principi e degli strumenti di diritto comune.
4. I poteri, ad eccezione dei referendum, che il presente statuto
riconosce ai cittadini nei confronti degli atti del Comune, sono estesi anche
agli atti delle aziende speciali, delle
istituzioni e delle società di capitali a maggioranza pubblica.
2. Le
convenzioni devono stabilire i fini, la durata,
le forme di consultazione degli enti contraenti, i loro rapporti
finanziari ed i reciproci obblighi e garanzie.
2. A questo
fine il Consiglio Comunale approva, a maggioranza assoluta dei componenti una
convenzione ai sensi del precedente
articolo, unitamente allo statuto del consorzio.
3. La
convenzione deve prevedere l'obbligo a carico del consorzio della trasmissione
al Comune degli atti fondamentali che dovranno essere pubblicati con le
modalità di cui all’art. 34 comma 2° del presente statuto.
4. Il
Sindaco od un suo delegato fa parte dell’Assemblea del consorzio con
responsabilità pari alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e
dallo statuto del consorzio.
2. L’accordo
di programma, consistente nel consenso unanime del Presidente della Regione,
del Presidente della Provincia, dei sindaci delle Amministrazioni interessate
viene definito in una apposita conferenza la quale provvede altresì
all’approvazione formale dell'accordo stesso ai sensi dell'art. 34 del D. Lgs.
18.08.2000 n. 267.
3. Qualora
l'accordo sia adottato con decreto del Presidente della Regione e comporti
variazioni degli strumenti urbanistici, l’adesione del Sindaco allo stesso deve
essere ratificata dal Consiglio Comunale entro trenta giorni a pena di
decadenza.
a) una
organizzazione del lavoro per progetti, obiettivi e programmi
b) l'analisi e
l'individuazione delle produttività e dei carichi funzionari di lavoro e del
grado di efficacia dell'attività svolta da ciascun elemento dell'apparato;
e) l'individuazione
di responsabilità strettamente collegata all’ambito di autonomia decisionale
dei soggetti;
d) il
superamento della separazione rigida delle competenze nella divisione del
lavoro ed il conseguimento della massima flessibilità delle strutture e del
personale e della massima collaborazione tra gli uffici.
2. Gli uffici
sono organizzati secondo i principi di autonomia, trasparenza ed efficienza e
criteri di funzionalità, economicità di gestione e flessibilità della
struttura.
3. I servizi e
gli uffici operano sulla base della individuazione delle esigenze dei cittadini,
adeguando costantemente la propria azione amministrativa ed i servizi offerti,
verificandone la rispondenza ai bisogni e all’economicità.
4. Gli orari
dei servizi aperti al pubblico vengono fissati per il miglior soddisfacimento
delle esigenze dei cittadini.
2. I
regolamenti si uniformano, al principio secondo cui agli organi di governo è
attribuita la funzione politica di indirizzo e di controllo, intesa come
potestà di stabilire in piena autonomia obiettivi e finalità dell'azione
amministrativa in ciascun settore e di verificarne il conseguimento; al
segretario e/o al direttore ed al funzionario responsabile spetta, ai fini del
perseguimento degli obiettivi assegnati, il compito di definire, congruamente
con i fini istituzionali, gli obiettivi più operativi e la gestione
amministrativa, tecnica e contabile secondo principi di professionalità e responsabilità.
3. L’organizzazione
del Comune si articola in unità operative che sono aggregate, secondo criteri
di omogeneità, in strutture progressivamente più ampie, come disposto
dall'apposito Regolamento.
4. Il Comune recepisce ed applica gli accordi
collettivi nazionali approvati nelle forme di legge e tutela la libera
organizzazione sindacale dei dipendenti stipulando con le rappresentanze
sindacali gli accordi collettivi decentrati ai sensi delle norme di legge e
contrattuali in vigore.
2. Ogni
dipendente comunale è tenuto ad assolvere con correttezza e tempestività agli
incarichi di competenza dei relativi uffici e servizi e, nel rispetto delle
competenze dei rispettivi ruoli, a raggiungere gli obiettivi assegnati. Egli è altresì direttamente responsabile
verso il Segretario e/o direttore, il
responsabile degli uffici e dei servizi e l'amministrazione degli atti compiuti
e dei risultati conseguiti nell’esercizio delle proprie funzioni.
3. Il
Regolamento Organico determina le condizioni e le modalità con le quali il
Comune promuove l’aggiornamento e l'elevazione professionale del personale,
assicura condizioni di lavoro idonee a preservarne la salute e l’integrità psicofisica e garantisce pieno ed effettivo
esercizio delle libertà e dei diritti sindacali.
4. L'approvazione
dei ruoli dei tributi e dei canoni nonché la stipulazione, in rappresentanza
dell’ente, dei contratti già approvati, compete al personale responsabile delle
singole aree e dei diversi servizi, nel rispetto delle direttive impartite dal
Sindaco, dal Segretario e/o direttore e dagli organi collegiali.
5. Il
personale di cui al precedente comma provvede altresì al rilascio delle
autorizzazioni commerciali, di polizia amministrativa, nonché delle
autorizzazioni, delle concessioni edilizie ed alla pronuncia delle ordinanze d
natura non contingibile ed urgente.
6. Per quanto qui non citato si rimanda al Regolamento comunale sull’ordinamento generale degli Uffici e dei servizi - dotazione organica - norme di
accesso, approvato con deliberazione della Giunta Comunale, che disciplina
l’organizzazione amministrativa.
2. I Responsabili provvedono ad organizzare gli uffici
ed i servizi ad essi assegnati in base alle indicazioni ricevute dal Segretario
e/o direttore, secondo le direttive
impartite dal Sindaco e dalla Giunta Comunale.
3. Essi, nell’ambito delle competenze loro assegnate,
provvedono a gestire l’attività dell’ente, ad attuare gli indirizzi e a
raggiungere gli obiettivi indicati dal Sindaco e dalla Giunta Comunale.
2. Essi provvedono altresì al rilascio delle autorizzazioni
e concessioni e svolgono inoltre le seguenti funzioni:
a) Presiedono le commissioni di gara, assumono le responsabilità dei
relativi procedimenti e propongono alla Giunta la designazione degli altri
membri;
b) Rilasciano le attestazioni e le certificazioni;
c) Emettono le comunicazioni, i verbali, le diffide ed ogni altro atto
costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza, ivi compresi, per
esempio, i bandi di gara e gli avvisi di pubblicazione degli strumenti urbanistici;
d) Provvedono alle autenticazioni ed alle legalizzazioni;
e) Pronunciano le ordinanze di demolizione dei manufatti abusivi e ne
curano l’esecuzione;
f) Emettono le ordinanze di ingiunzione di pagamento di sanzioni
amministrative e dispongono l’applicazione delle sanzioni accessorie,
nell’ambito delle direttive impartite dal Sindaco;
g) Pronunciano le altre ordinanze previste da norme di legge o di
Regolamento, ad eccezione di quelle di cui all’articolo 54 del D. Lgs. 18.08.2000
n. 267;
h) Provvedono a dare pronta esecuzione alle deliberazioni della Giunta e
del Consiglio ed alle direttive impartite dal Sindaco e / o dal Segretario;
i) Forniscono gli
elementi per la predisposizione della proposta di PEG;
j) Autorizzano le prestazioni di lavoro straordinario le
ferie, i recuperi e le missioni del personale dipendente, secondo le direttive
impartite dal Sindaco e/o dal Segretario;
k) Concedono le licenze agli eventuali obiettori di coscienza in servizio
presso il Comune;
l) Rispondono nei confronti del Sindaco e del Segretario
del mancato raggiungimento degli obiettivi loro assegnati;
3. I Responsabili degli Uffici e dei Servizi possono
delegare le funzioni suddette al personale ad essi sottoposto, pur rimanendo
completamente responsabili del regolare adempimento dei compiti loro assegnati.
4. Il Sindaco può delegare ai Responsabili degli Uffici
e dei Servizi ulteriori funzioni non previste dallo Statuto e dai Regolamenti,
impartendo contestualmente le necessarie direttive per il loro corretto
espletamento.
2. La Giunta Comunale nel caso di
vacanza del posto o per altri gravi motivi, può assegnare, nelle forme e con le
modalità previste dal regolamento, la titolarità di uffici e servizi a
personale assunto con contratto a tempo determinato o incaricato con contratto
di lavoro subordinato ai sensi dell’art. 110 del D. Lgs. 18.08.2000 n. 267;
3. I contratti a tempo determinato
non possono essere trasformati a tempo indeterminato, salvo che non lo
consentano apposite norme di legge.
2. Le norme regolamentari per il conferimento
degli incarichi di collaborazione a soggetti estranei all’amministrazione
devono stabilirne la durata, che non potrà essere superiore alla durata del
programma, e i criteri per la determinazione del relativo trattamento
economico.
2. Il Consiglio Comunale può
approvare la stipula di convenzioni con altri comuni per la gestione consortile
dell’ufficio del Segretario comunale;
3. Lo stato giuridico ed il
trattamento economico del Segretario Comunale sono stabiliti dalla legge e
dalla contrattazione collettiva;
4. Il Segretario Comunale, nel
rispetto delle direttive impartite dal Sindaco, presta consulenza agli organi
del Comune, ai singoli consiglieri ed agli uffici.
2. Il Segretario Comunale può partecipare a
commissioni di studio e di lavoro interne all’ente e, con l’autorizzazione del
Sindaco, a quelle esterne. Egli, su richiesta formula i pareri ed esprime
valutazioni di ordine tecnico giuridico al Consiglio, alla Giunta, al Sindaco,
agli Assessori e ai singoli consiglieri;
3. Egli presiede l’ufficio comunale
per le elezioni in occasione delle consultazioni popolari e dei referendum.
Riceve le dimissioni del Sindaco, degli Assessori e dei Consiglieri, nonché le
proposte di revoca e la mozione di sfiducia;
4. Il Segretario Comunale roga i
contratti del Comune, nei quali l’ente è parte, quando non sia necessaria
l’assistenza di un notaio, e autentica
le scritture private e gli atti unilaterali nell’interesse dell’ente, ed
esercita ogni altra funzione attribuitagli
dallo Statuto, dai Regolamenti, o conferitagli dal Sindaco;
5. Il Segretario Comunale irroga le
sanzioni disciplinari ai dipendenti comunali, così come è previsto dal
contratto collettivo di lavoro degli enti locali e dal D. Lgs. N.29/93 e
successive modificazioni;
6. Al Segretario Comunale possono
essere conferite dal Sindaco le funzioni ed i compiti di direttore generale
previsti dall’art. 108 del D. Lgs. 18.08.2000 n. 267. Allo stesso viene corrisposta una indennità
di direzione determinata dal Sindaco con il provvedimento di conferimento
dell’incarico;
7. Infine, tra le funzioni di cui
al precedente comma 4, sono anche previste le seguenti, solo nel caso di
assenza dei responsabili dei servizi:
a) la presidenza delle commissioni di concorso e delle gare di appalto;
b) gli atti di amministrazione e gestione del personale.
2. Il
Sindaco, il Segretario Comunale, il direttore, il responsabile del servizio che
vengano a conoscenza, direttamente od in seguito a rapporto cui sono tenuti gli
organi inferiori, di fatti che diano luogo a responsabilità ai sensi del primo
comma, devono farne denuncia al Procuratore della Corte dei Conti, indicando
tutti gli elementi raccolti per l’accertamento della responsabilità e la
determinazione dei danni.
3. Qualora
il fatto dannoso sia imputabile al Segretario Comunale, al direttore o ad un
responsabile di servizio la denuncia è fatta a cura del Sindaco.
2. Ove il
Comune abbia corrisposto al terzo l’ammontare del danno cagionato
dall’amministratore, dal segretario e /o direttore o dal dipendente si rivale
agendo contro questi ultimi a norma del precedente articolo.
3. La
responsabilità personale dell’amministratore, del segretario, del direttore o
del dipendente che abbia violato diritti di terzi sussiste sia nel caso di
adozione di atti o di. compimento di operazioni, che nel caso di omissioni o
nel ritardo ingiustificato di atti od operazioni al cui compimento
l’amministratore od il dipendente siano obbligati per legge o per regolamento.
4. Quando
la violazione del diritto sia derivata da atti od operazioni di organi
collegiali del Comune, sono responsabili, in solido, il Presidente ed i membri
del collegio che hanno partecipato all’atto od operazione. La responsabilità è esclusa per coloro che
abbiano fatto constatare nel verbale il proprio dissenso.